Se il divano non va a Fagiolino…

Bologna, interno sera.

Rumore di rotelline. Poi, un netto “tump”.

Dal salotto si leva la protesta di Fagiolino: “Da qui non passo con la bici, c’è il divano”.

“Non andare in bici per casa, distruggi i mobili”.

Silenzio. Si sente ansimare. “Uffff”.

Il bassotto sta evidentemente cercando di spostare il pesantissimo 4 posti idoppisaldilifacciamosolonoi. Silenzio. Che in genere è preludio di: 1) Lamenti con intonazione da pastore tibetano 2) Sciopero della fame (fatta eccezione per fragole, biscotti, latte) 3) Modifiche all’ambiente circostante, spesso irreversibili.

E’ la 3. Rumore di ricerca affannosa nella scatola dei Lego.

Di nuovo il nanetto che spinge. “Non riesco neanche così. Babbo, mi aiuti?”

Ammiro finalmente l’opera d’arte sotto al divano, quella del “neanche”.

In effetti, nelle auto le ruote sono a lato dei semiassi. Ne prendo atto, scattando l’istantanea del progetto. E poi 3, 2, 1, spingo.

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